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La luna, le stelle e il Mistero. Seconda lezione Religione Russell-Newton 2017-2018

Come si desta il senso del Mistero?

La bellezza così vicina e nello stesso tempo irraggiungibile, come quella della luna e delle stelle, una bellezza cosí grande “da far male dentro per incomprensibili ragioni”, dice Dino Buzzati, nel racconto Conigli sotto la luna, rianima nella persona sensibile la percezione  di una presenza misteriosa, alla quale l’uno si può rivolgere solo con le parole di una preghiera, come nella canzone Stella di Antonello Venditti.

il testo di Conigli sotto la Luna, di Dino Buzzati e le parole di Stella, di Antonello Venditti

Così, nel cuore dell’uomo di ogni tempo, sorge la coscienza del Mistero, di Dio, della Presenza dalla quale in ogni istante tutto procede, dipende, della quale tutto vive.

Io sono Tu che mi fai, come si intitola questo blog

Il desiderio è l’energia che ci muove a cominciare. Inizio lezioni di Religione (prime e seconde) Russell-Newton 2017-2018

“Vedo un turbinio di gente colorata/ che si affolla intorno a un ritmo elementare/ attraversano la terra desolata/ per raggiungere qualcosa di migliore/ un po’ oltre le miserie dei potenti/ e le fredde verità della ragione/ un po’ oltre le abitudini correnti/ e la solita battaglia di opinione.” (Jovanotti, La notte dei desideri)

“Me lo dicevi anche tu: la vita va vissuta e invece io la penso” (Brunori SAS, La vita pensata)

Iniziare un anno è ripartire dal desiderio di vivere di più, di entrare nella realtà e trovare in essa, non solo nel sogno o nell’evasione ció che il cuore cerca, ciò che il cuore desidera…

Impegnarsi, cioè aprirsi a lasciarsi toccare e cambiare dagli incontri dalle circostanze, avendo come bussola il desiderio e la capacità del cuore di riconoscere ció che gli corrisponde. Allora anche le ore di scuola diventano come una corsa verso la bellezza, la verità del mondo e di  noi.

Due canzoni:

La notte dei desideri di Jovanotti

La vita pensata di Brunori SAS

I testi delle due canzoni precedenti e due piccoli frammenti di Papa Francesco sulla necessità di buttarsi nella corsa della vita e non guardarla dal balcone.

Il video della vita di Nick Vujicic, nato senza braccia e senza gambe che mostra come il desiderio di vivere intensamente vale più dell’efficienza e ci rende davvero grandi nell’umano.

Santa Messa di inizio d’anno 2017. 4 ottobre ore 19:00, Chiesa di Gesù Buon Pastore a Casellina

 

“L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.” (Cesare Pavese)

È bello iniziare un nuovo anno scolastico, una nuova avventura insieme. Ci troviamo con tutti gli studenti, i docenti, le famiglie per affidare al Signore questo cammino di conoscenza, di comunità, di costruzione di una socialità buona, che desideriamo sia questo anno. Attenti alle sorprese que il Mistero vorrà darci in ogni giorno che ci attende.

MERCOLEDÌ 4 OTTOBRE ORE 19:00

CHIESA DI GESÙ BUON PASTORE A CASELLINA

SCANDICCI,  VIA BACCIO DA MONTELUPO, 55

studenti, docenti, personale scolastico, famiglie, sono invitati

Vacanze: il tempo della libertà

 

Proposta di una settimana per vivere all’altezza del proprio desiderio per tutti gli studenti delle superiori

Dante, Ulisse, Borges e Truman

Per concludere l’itinerario sul senso religioso siamo approdati alla sponda misteriosa della condizione della persona umana, sempre in cerca di conoscere il TU misterioso dal quale dipende in ogni istante, ma anche sempre chiusa tra i propri limiti, che impediscono all’uomo di conoscere, se non per segni, Colui da cui dipende.

Dal film Truman Show abbiamo imparato nemmeno un mondo artificiale costruito apposta per spegnere il desiderio, può annullare l’energia del cuore che cerca ciò che gli corrisponde. L’immagine di Truman che sulla barchetta va verso l’orizzonte, portando nella mano il collage con cui cerca di raffigurassi la ragazza amata, ci ha fatto pensare alla storia di Ulisse, raccontata da Omero come nostalgia di un bene perduto, verso cui vuol ritornare, e poi completata da Dante che lo vede invece proteso avanti, verso l’ignoto, verso il Destino. Borges, il grande scrittore argentino, l’aveva intuito, in un sonetto bellissimo: Ulisse ha la statura del vasto mare, non dell’isoletta tranquilla!

È la statura dell’uomo che cerca Dio, dell’uomo autenticamente religioso.

Questo è il punto di approdo di un percorso che invece di far rientrare in un porto sicuro, si lancia nel vasto mare del significato, ultimamente attendendo e chiedendo un aiuto che solo Dio può dare al navigante, all’avventuriero, al pellegrino della felicità.

Che è anche l’auspicio alla fine di un anno di scuola: andare verso la vita pieni di curiosità e desiderio.

Documentazione:

La scheda del film The truman Show con le domande poste agli alunni.

I testi di J.L. Borges e Dante Alighieri su Ulisse

Il discorso del Papa Francesco ai giovani a Genova il 27 maggio 2017

La canzone Che rumore fa la felicità dei Negrita

Il paradosso della libertà. Lezioni religione Russell-Newton

Si riuniscono qui i materiali usati nel lungo periodo che abbiamo dedicato al tema della libertà. La libertà è il valore supremo per noi uomini del terzo millennio.

La libertà è, per i credenti in Cristo, il dono più grande (per parafrasare Cervantes) che  Dio ha fatto all’uomo, rinunciando, davanti ad essa, alla Sua Onnipotenza.

Ma la libertà cos’è? Il primo aspetto che abbiamo affrontato è stato quello della libertà come opzione che influisce sulla ragione nel riconoscimento della realtà come segno del Mistero. Le cose che ci circondano e i desideri che ci costituiscono, rimandano a un Oltre, a Dio, ma noi possiamo decidere di non seguire la dinamica del segno e limitarci alla realtà come appare. Ma facendolo, magari in nome di una razionalità, rinunciamo all’invito che la realtà stessa rivolge alla ragione.

 

1.

A questo proposito, il racconto “La casa del cacciatore”, scritto tanti anni fa proprio tra le mura del Russell-Newton, quando ancora era il “Liceo Scientifico di Scandicci”, è un esempio, per analogia di come si può usare la ragione in modi diversi, a causa di un’opzione della libertà.

 

2.

Poi abbiamo visto esempi di uso della libertà davanti al mistero della vita:

La vicenda del DJ Fabo e tutta la problematica del fine-vita, in questo momento cosí attuale, con la lettera che gli fu scritta prima della sua “morte assistita” da Matteo, un ragazzo diciannovenne tetraplegico che lo supplicava di continuare a lottare e vivere.

 

3.

Poi altri testi sulla libertà che aiutano a porre la questione in modo adeguato

Si possono leggere seguendo questo link

 

4.

La testimonianza di EDIMAR, un ragazzino delle favelas di Brasilia, che negli anni novanta decise, a costo della morte, di non uccidere più nessuno, perché l’incontro con la sua professoressa, Semia, gli aveva fatto scoprire un altro cielo sotto cui spendere la vita.

5.

Infine un PDF dal titolo Il paradosso della libertà, in cui dopo una serie di definizioni della libertà secondo vari personaggi della cultura, si riflette sull’esperienza che indica che la vera libertà si compie nella religiosità, cioè nella dipendenza vissuta e amata da Dio. Quest’ultimo tema è ovviamente controverso, ma è importante affrontarlo, anche se è controcorrente rispetto al modo più diffuso di pensare.

Provare per credere.

POST SCRIPTUM

Come bonus una canzone di un cantautore argentino, ANDRÉS CALAMARO, dal titolo LA LIBERTAD nella versione dei TAN BIONICA.

https://drive.google.com/open?id=0B-QCEOy9CMCgSE11ZGpwVDBtdnM

Segnati dal Mistero. Anche un sasso indica qualcosa dell’Altro. Lezione Religione Russell-Newton.

Le cose che vedo, (che è il titolo di una bella canzone della Bay Ridge Band) le esigenze che mi animano, portano con sé una dimensione che va oltre: si presentano come segno.

 

La bellezza di un panorama, la tenerezza di un bambino, i drammi della vita, la maestosità del mare, il desiderio di pienezza e felicità che urge nel cuore… tutto indica qualcosa oltre sé, misterioso eppure reale: la realtà lascia intravvedere una profondità che si affaccia da tutto e che chiama a sé. Un Altro misterioso.

È il livello semplice e universale dell’esperienza religiosa e la sua è la dinamica propria della ragione umana, capace di leggere i segni e scoprirne il significato.

Come esempio di «segni» come linguaggio proprio dell’umano, una cosa commovente della storia di Firenze: i segnali lasciati dalle mamme ai trovatelli dell’Ospedale degli Innocenti.

 

«Nell’archivio storico degli Innocenti sono conservati migliaia di messaggi e piccoli oggetti: medaglie, monete, anelli, fermagli, santini, piccole croci, chicchi di rosario, di vetro colorato, bottoni, pezzetti di stoffa. Più meditata e propiziatoria era la scelta del corallo, dei nastri rossi, di pietre benefiche come la corniola e l’agata. I segni avrebbero permesso ai genitori di individuare i propri figli nel caso fossero tornati a riprenderli, una speranza di futuro riconoscimento e ricostruzione dell’identità che accompagnava i nocentini durante tutta la loro vita». S. Filipponi, E. Mazzocchi, L. Sebregondi, Il Museo degli Innocenti, Firenze 2016. (vedi foto).

All’Altro misterioso che si affaccia dall’esperienza vissuta, gli uomini hanno dato il nome di Dio. Dio e Mistero: sono sinonimi, perché non possiamo affermare nulla più che la nostra dipendenza da esso.

Come nella poesia «Il pioppo» di Clemente Rebora:

 

«Vibra nel vento con tutte le sue foglie

il pioppo severo:

spasima l’anima in tutte le sue doglie

nell’ansia del pensiero:

dal tronco in rami per fronde si esprime

tutte al ciel tese con raccolte cime:

fermo rimane il tronco del mistero,

e il tronco s’inabissa ov’è più vero».

 

Il mistero non è un limite, ma è la scoperta più grande cui può arrivare la ragione: l’esistenza di qualcosa che non può definire, misurare, comprendere. La ragione dell’uomo arriva a capire questo: la spiegazione di tutto c’è, ma non è afferrabile dall’uomo; c’è, ma non sappiamo com’è.

Nel suo libro Germania Tacito descriveva così l’idea di divinità degli antichi popoli tedeschi:

 

«Secretum illud quod sola reverentia vident hoc Deum appellant (quella realtà nascosta, inafferrabile, che percepiscono solo come qualcosa da cui la loro vita dipende, questa realtà chiamano Dio)».

 

I termini con cui l’umanità ha parlato di Dio, sono tutti termini negativi: in-finito, im-menso (non misurabile), in-effabile (che non si può dire), ignoto. Anche parole che sembrano positive, per esempio: onnipotente, onnisciente, onnicomprensivo, sono parole che non corrispondono a nulla della nostra esperienza: per essere intese devono negare il nostro modo di essere potenti o di sapere. Così, certe frasi che si usano: Dio è bontà, Dio è giustizia, Dio è bellezza, sono delle «direzioni di partenza» che arricchiscono il nostro presentimento di questo Oggetto ultimo; ma non sono definizioni, perché Dio è bontà, ma non è la bontà come la conosciamo noi; Dio è amore, ma non lo è secondo la modalità nostra; Dio è persona, ma non come lo siamo noi.

Però non sono termini senza significato: sono parole che avvicinano al Mistero: sono aperture al Mistero.

Un frammento del film “La strada” di Federico Fellini, in cui la protagonista, gelsomino, è aiutata dal “Matto” (un funambolo) a scoprire che tutto rimanda a un disegno più grande.

Le esigenze che portiamo nel cuore sono segno del Mistero. Lezione Religione Russell-Newton

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Mentre presento la foto vincitrice del concorso “Vivere intensamente il reale”, di Sara Beltrán Alegría, è significativo vedere che anche per tutti quelli che l’hanno votata come la miglior foto, non ha prevalso un giudizio tecnico sulla fotografia, ma la capacità della foto stessa di rimandare, come SEGNO, a qualcosa di molto più misterioso e grande della sola apparenza. Le cose ci si presentano sempre come segno e diventano più importanti per noi quando le scopriamo più “significative” cioè portatrici di un significato più profondo.

Facendo un passo in più è importante notare come non siano solo le cose esteriori che entrano nell’orizzonte della nostra esperienza quelle che ci provocano,  che portano scritto “più in là”, ma anche le esigenze che urgono nel nostro cuore: l’esigenza della verità (del significato di tutto, anche della nostra stessa vita), l’esigenza della giustizia, che ci fa gridare quando qualcosa di ingiusto si abbatte su di noi, l’esigenza della felicità come soddisfazione piena del nostro desiderio, e l’esigenza dell’amore che non si arrende mai, ci sospingono verso orizzonti che sorpassano i limiti delle risposte ordinarie, ci sospingono verso l’infinito, il Mistero.

Riporto qui una sintesi del capitolo 11 de “Il senso religioso” di Luigi Giussani, che sviluppa questi temi in modo geniale.

Come esempi delle esigenze che gridano imparabili dentro di noi, i testi e i video di due canzoni dell’ultimo Sanremo: “Che sia benedetta“, cantata da Fiorella Mannoia e “Vedrai” di Samuel.

I TESTI:

Che sia benedetta Mannoia – Vedrai Samuel

I VIDEO:

https://drive.google.com/file/d/0B-QCEOy9CMCgNEtGUHBfckJ1VzA/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/0B-QCEOy9CMCgNWFYQVZ0MTUwcXc/view?usp=sharing

Non a caso ricorre in esse la parola benedizione riferita al mistero del vivere: la percezione che le nostre definizioni non bastano, il senso del vivere è più grande delle nostre capacità di incasellarlo in idee.

 

La realtà non è solo ció che si vede e si capisce. È segno. Lezione Religione Russell-Newton

The Chronicles Of Narnia The Lion The Witch And The Wardrobe

Le cronache di Narnia. Il leone, la strega, l’armadio.

Il film:

USA, 2005. Regia: Andrew Adamson. 143 minuti.

Basato sul romanzo omonimo che fa parte del ciclo di sette racconti “Le cronache di Narnia” di C. S. Lewis.

Dopo la sua realizzazione sono seguiti altri due films tratti dalle Cronache: “Il principe Caspian” (2008) e “Il viaggio del veliero” (2010). Attualmente è in produzione “La sedia d’argento”.

Seguendo questo link o facendo click sull’immagine puoi vedere il film “Le cronache di Narnia. Il leone, la strega, l’armadio”.

Clive Staples Lewis (1898-1965)

Irlandese trapiantato in Inghilterra, insegna Lingua e Letteratura Inglese a Oxford e Cambridge ed è amico di J.R.R. Tolkien (autore de “Il Signore degli anelli”). C.S. Lewis è conosciuto per la serie di fiabe moderne – scritte tra il 1950 ed il 1956 – che portano il nome “Le Cronache di Narnia”, e molti altri testi tradotti in tutte le lingue. “The Chronicles of Narnia” è un ciclo composto da sette libri: i quattro giovani fratelli Pevensie, per sfuggire dai bombardamenti di Londra si rifugiano in campagna. In una vecchia soffitta scoprono un armadio tramite il quale si è proiettati in un mondo fantastico popolato da animali parlanti e creature mitologiche in cui “è sempre inverno, ma non viene mai Natale” per via di un terribile incantesimo lanciato dalla Strega Bianca. Lewis non aveva previsto il ciclo, tanto che il primo romanzo non è il primo dal punto di vista della struttura cronologica di Narnia, che sarebbe “Il nipote del mago”, ma il secondo, “Il leone, la Strega e l’armadio”, nato come storia unica a cui poi se ne sono aggiunte altre.

Lewis dice: “Io non sono mai partito da un calcolo o dal voler dimostrare qualcosa, ma da un’immagine, da una storia che per primo ha raggiunto, colpito, interrogato me”.

 

La letteratura fantasy di C.S. Lewis non è pura evasione in un mondo irreale, ma contiene un invito a guardare la realtà in cui viviamo ogni giorno fino in fondo, senza eliminare nulla. Nella storia fantastica si mostrano diversi modi di stare davanti alla realtà: quello di Lucy, quello di Edmund, quello della strega, quello del fauno e anche il nostro.

Invita a scoprire nell’esperienza che la realtà non si esaurisce in quello che si vede e neanche in quello che si capisce.

Tutto rimanda a qualcosa più in là della superficie: ci si presenta come segno.

“Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

Seguendo questo link si può leggere un’interessante lezione dal titolo “Il leone, la strega e l’armadio: una proposta di lettura” di Edoardo Rialti, studioso di Lewis, rivolta a studenti fiorentini nel 2011. Si tratta di appunti non rivisti dall’autore.

 

Domande sulla prima parte del film vista in classe:

  1. Perché i bambini arrivano all’armadio?
  2. Che cosa simboleggia l’armadio?
  3. Che differenza c’è tra l’atteggiamento di Lucy e quello di Edmund?
  4. Il fauno è buono o no? Perché?
  5. Perché i fratelli non credono a Lucy e credono invece a Edmund?
  6. Cosa dice di importante il professore?

Vivere intensamente il reale: compito di fine trimestre – Religione Russell-Newton

sebastiao-salgado

Vivere intensamente la realtà è l’unica (semplice ma non ovvia) condizione per scoprire che ogni circostanza, incontro, avvenimento, rimanda a una presenza concreta e nascosta, radice di tutto: il Mistero, Dio.

Nella nostra vita quotidiana facciamo molte foto: per dire di essere stato in un posto, per ricordare un momento importante, per scherzo, per comunicare un sentimento, per dire: «esisto anch’io», ecc.…

I grandi fotografi nello sguardo che portano al mondo riescono a mostrare sempre più di quello che si vede nel perimetro della fotografia che realizzano.

(possiamo vedere qui per esempio alcune foto di Sebastiao Salgado dedicate alla bellezza e dignità di ogni uomo e del nostro pianeta)

La proposta per tutti gli alunni è provare a esprimere, comunicare quest’intensità nel vivere attraverso lo sguardo rivolto alle cose, attraverso delle foto. Se qualcun altro vuole partecipare può mandare le sue foto nel Messenger.

Una volta ricevute le foto saranno pubblicate in una galleria.

Ecco la presentazione del compito: buon lavoro!

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