Dante, Ulisse, Borges e Truman

Per concludere l’itinerario sul senso religioso siamo approdati alla sponda misteriosa della condizione della persona umana, sempre in cerca di conoscere il TU misterioso dal quale dipende in ogni istante, ma anche sempre chiusa tra i propri limiti, che impediscono all’uomo di conoscere, se non per segni, Colui da cui dipende.

Dal film Truman Show abbiamo imparato nemmeno un mondo artificiale costruito apposta per spegnere il desiderio, può annullare l’energia del cuore che cerca ciò che gli corrisponde. L’immagine di Truman che sulla barchetta va verso l’orizzonte, portando nella mano il collage con cui cerca di raffigurassi la ragazza amata, ci ha fatto pensare alla storia di Ulisse, raccontata da Omero come nostalgia di un bene perduto, verso cui vuol ritornare, e poi completata da Dante che lo vede invece proteso avanti, verso l’ignoto, verso il Destino. Borges, il grande scrittore argentino, l’aveva intuito, in un sonetto bellissimo: Ulisse ha la statura del vasto mare, non dell’isoletta tranquilla!

È la statura dell’uomo che cerca Dio, dell’uomo autenticamente religioso.

Questo è il punto di approdo di un percorso che invece di far rientrare in un porto sicuro, si lancia nel vasto mare del significato, ultimamente attendendo e chiedendo un aiuto che solo Dio può dare al navigante, all’avventuriero, al pellegrino della felicità.

Che è anche l’auspicio alla fine di un anno di scuola: andare verso la vita pieni di curiosità e desiderio.

Documentazione:

La scheda del film The truman Show con le domande poste agli alunni.

I testi di J.L. Borges e Dante Alighieri su Ulisse

Il discorso del Papa Francesco ai giovani a Genova il 27 maggio 2017

La canzone Che rumore fa la felicità dei Negrita