Terremoto e cambiamento d’epoca. Nemmeno i segni di bellezza della nostra storia cristiana durano: può solo rinascere ora l’esperienza che li ha generati

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A picture shows the destroyed Basilica of St Benedict in the historic center of Norcia, on October 31, 2016, a day after a 6.6 magnitude earthquake hit central Italy. It came four days after quakes of 5.5 and 6.1 magnitude hit the same area and nine weeks after nearly 300 people died in an August 24 quake that devastated the tourist town of Amatrice at the peak of the holiday season. Italy's most powerful earthquake in 36 years dealt a new blow Sunday to the country's seismically vulnerable heart, sending terrified residents fleeing for the third time in nine weeks and flattening a revered six-century-old church. / AFP / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

In questi giorni, in cui le scosse di terremoto tolgono la sicurezza della vita a tanti fratelli, vediamo anche cadere inesorabilmente tante opere della creatività cristiana, che ha modellato nella bellezza la nostra storia.

Sarà necessario fare di tutto per ricostruirle, per non perdere questo patrimonio, che è segno della fede vissuta, ma da questi fatti sorge anche un’interrogativo rivolto a noi.

Mentre viviamo, come ci ricorda  Papa Francesco, un cambiamento d’epoca, questo distacco doloroso e imprevisto da tante bellezze del passato, forse è anche il modo con cui il Signore ci mette di fronte alla sfida di essere oggi protagonisti di una forma nuova di testimonianza.

La sfida di vivere così intensamente il dono – che ci è dato – dell’incontro con Cristo, che questo possa, nei modi e nei tempi che Dio vorrà, fiorire in una nuova vita, come fece in san Benedetto, in san Francesco nel loro tempo.

Loro cercavano Dio, disse a Parigi Benedetto XVI parlando dei monaci Benedettini, e san Francesco non voleva che seguire Gesù, eppure da loro nacque un mondo nuovo. A noi è chiesto un sì uguale e diverso, da scoprire abbracciando il presente, non per conservare, ma per scoprire ora la Chiesa che rinasce.

Tre testi mi sono d’aiuto in questa riflessione:

L’articolo di Davide Rondoni uscito il 1 novembre 2016 su L’Avvenire.

Un testo di Don Giussani pubblicato anni fa sulla pagina web di CL

Un frammento poetico di Charles Peguy, che ho ascoltato tante volte il Venerdì Santo, tratto da Il Portico del Mistero della seconda virtù.