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La vita consacrata è visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Gesù.

Oggi 2 febbraio 2019, don Paolo Bargigia avrebbe compiuto 59 anni. Nella festa della vita consacrata le parole del Papa Francesco ravvivano la memoria della sua testimonianza: “La vita consacrata è sguardo che vede Dio presente nel mondo, anche se tanti non se ne accorgono; è voce che dice: Dio basta, il resto passa; è lode che sgorga nonostante tutto”. 

Ecco il discorso completo del Papa

Il Papa a Panama: l’adesso di Dio. El Papa en Panamá: el ahora de Dios.

Ho provato a riunire in italiano e spagnolo tutti i discorsi del Papa in questo meraviglioso viaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Gioventù a Panama: per attingere leggendo alla testimonianza diretta dell’avvenire oggi di Cristo per questo nostro mondo. 

He intentado reunir en Italiano y en castellano todos los discursos del Papa en este maravilloso viaje del Papa Francisco por la Jornada Mundial de la Juventud en Panamá: para poder aprovechar leyendo del testimonio directo del acontecer hoy en día de Cristo para este nuestro mundo.

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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO A PANAMA IN OCCASIONE DELLA XXXIV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

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VIAJE APOSTÓLICO DE SU SANTIDAD FRANCISCO A PANAMÁ CON OCASIÓN DE LA XXXIV JORNADA MUNDIAL DE LA JUVENTUD

 

Giornata d’inizio 2018

In una società in cui tutto sembra avere lo stesso valore, cioè quello che ognuno immagina e afferma, a cosa serve essere cristiani? Che novità può portare?

A cinquant’anni dal ’68 il riproporsi di un’esperienza di libertà qui e ora.

Essere santi è possibile, è desiderabile? L’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco

“«Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente.” (GE, n.1)

Cosí inizia il testo del Papa Francesco sulla chiamata ad essere santi, a viviere una vita piena e intensa, alla felicità non di un momento.

Una sfida e una promessa. Segui il link per leggere e scaricare L’esortazione apostolica

Sono disposto a fare miei i sogni di Gesù? Il Papa ai giovani 7 aprile 2018

 

Voi giustamente vi chiedete se noi vescovi siamo disposti ad ascoltarvi veramente e a cambiare qualcosa nella Chiesa. E io vi domando: voi, siete disposti ad ascoltare Gesù e a cambiare qualcosa di voi stessi? Lascio la domanda perché entri nel vostro cuore. La ripeto: voi siete disposti ad ascoltare Gesù e a cambiare qualcosa di voi stessi? Se siete qui, io penso che sia così, ma non posso e non voglio darlo per scontato. Ognuno di voi ci rifletta dentro di sé, nel proprio cuore: Sono disposto a fare miei i sogni di Gesù? Oppure ho paura che i suoi sogni possano “disturbare” i miei sogni?

E qual è il sogno di Gesù? Il sogno di Gesù è quello che nei Vangeli è chiamato regno di Dio. Il regno di Dio significa amore con Dio e amore tra di noi, formare una grande famiglia di fratelli e sorelle con Dio come Padre, che ama tutti i suoi figli ed è pieno di gioia quando uno si è smarrito e ritorna a casa. Questo è il sogno di Gesù. Domando: siete disposti a farlo vostro? Siete disposti a farlo vostro? Siete disposti anche a cambiare per abbracciare questo sogno? [I ragazzi rispondono: Sì!] Va bene.

Gesù è molto chiaro. Dice: «Se uno vuole venire dietro a me – cioè con me, dietro di me – rinneghi sé stesso». Perché usa questa parola che suona un po’ brutta, “rinnegare sé stessi”? Come mai? In che senso va intesa? Non vuol dire disprezzare quello che Dio stesso ci ha donato: la vita, i desideri, il corpo, le relazioni… No, tutto questo Dio lo ha voluto e lo vuole per il nostro bene. Eppure Gesù chiede a chi vuole seguirlo di “rinnegare sé stesso”, perché c’è in ognuno di noi quello che nella Bibbia si chiama l’“uomo vecchio”: c’è un “uomo vecchio”, un io egoistico che non segue la logica di Dio, la logica dell’amore, ma segue la logica opposta, quella dell’egoismo, del fare il proprio interesse, mascherato spesso da una facciata buona, per nasconderlo. Voi conoscete tutte queste cose, sono cose della vita. Gesù è morto sulla croce per liberarci da questa schiavitù dell’uomo vecchio, che non è esterna, è interna. Quanti di noi siamo schiavi dell’egoismo, dell’attaccarsi alle ricchezze, dei vizi. Sono le schiavitù interne queste. E’ il peccato, che ci fa morire dentro. Solo Lui, Gesù, può salvarci da questo male, ma c’è bisogno della nostra collaborazione, che ognuno di noi dica: “Gesù, perdonami, dammi un cuore come il tuo, umile e pieno d’amore”. È bella questa preghiera: “Gesù, perdonami, dammi un cuore come il tuo, umile e pieno d’amore”. Così era il cuore di Gesù. Così amava Gesù. Così viveva Gesù.

Sapete? Una preghiera così, Gesù la prende sul serio! Sì, e a chi si fida di Lui regala esperienze sorprendenti. Ad esempio, provare una gioia nuova nel leggere il Vangelo, la Bibbia, un senso della bellezza e della verità della sua Parola. Oppure sentirsi attirati a partecipare alla Messa, che per un giovane non è molto comune, non è vero? E invece si sente il desiderio di stare con Dio, di rimanere in silenzio davanti all’Eucaristia. Oppure Gesù ci fa sentire la sua presenza nelle persone sofferenti, malate, escluse… Pensate a cosa avete sentito quando avete fatto qualcosa di buono, nell’aiutare qualcuno. Non è vero che avete sentito un respiro bello? Questo lo dà Gesù. È Lui che ci cambia, è proprio così. Oppure ci dà il coraggio di fare la sua volontà andando controcorrente, ma senza orgoglio, senza presunzione, senza giudicare gli altri… Tutte queste cose sono doni suoi – sono doni suoi! – che ci fanno sentire sempre più vuoti di noi stessi e sempre più pieni di Lui.

I santi ci dimostrano tutto questo. San Francesco d’Assisi, per esempio: era un giovane pieno di sogni, ma erano i sogni del mondo, non quelli di Dio. Gesù gli ha parlato nel crocifisso, nella chiesetta di San Damiano, e la sua vita è cambiata. Ha abbracciato il sogno di Gesù, si è spogliato del suo uomo vecchio, ha rinnegato il suo io egoistico e ha accolto l’io di Gesù, umile, povero, semplice, misericordioso, pieno di gioia e di ammirazione per la bellezza delle creature.

Fare click per il discorso completo

Capitano Astori e Idy Diene in cielo, noi una Firenze piena di domande

Nessuno a Firenze, in questi giorni, ha potuto passare sopra – come facciamo tanto spesso – alla cronaca di due morti: quella del capitano della Fiorentina, Astori, portato via nel sonno da una incredibile fatalità,  e l’altra: quella di un uomo semplice, Idy Diene, ucciso senza ragione da un pover uomo impazzito. Abbiamo dovuto piangere e condividere, accettare lo sconforto e anche la rabbia, ma abbiamo visto anche emergere un’umanità che portiamo nel cuore e che ci fa andare fieri di essere fiorentini. La piazza piena a Santa Croce, le immagini dello stadio, il pianto di quei ragazzi che giocano per noi a calcio, la solidarietà di un corteo che ha unito tutti da un ponte all’altro. Noi siamo così poveri e nello stesso tempo così ricchi, quando riconosciamo che tutto, ogni respiro è dato, è prezioso e ci rimanda a un compimento che qui non potremo mai avere, ma che continuiamo a desiderare ogni momento.

 

L’ omelia del Cardinale Betori nel funerale di Davide Astori è una luce in questa circostanza da cui tutti usciamo cambiati.

Esequie di Davide Astori – Omelia

 

Nemico non è una parola del nostro vocabolario

Un vocabolario nuovo che nasce da un’esperienza nuova: educare, costruire, dialogare, condividere, pregare.

Chi ha fatto esperienza di questo mondo nuovo comincia a ricostruire nel terremoto fisico e morale in cui siamo, senza nemici, senza difendersi, ma nell’amore al bene di tutti.

Perchè aiutiamo gli altri? un articolo interessante di Sette-Corriere della sera

Interessante articolo che smitizza l’homo homini lupus. Quello che l’autore chiama istinto forse dovremmo chiamarlo cuore, cioè quel nucleo di esigenze e di evidenze che ci costituisce e ci permette scoprire ciò è vero, buono, bello, giusto. Ciò che ci rende uomini.